Dal prossimo 12 ottobre 2017 scatta l’obbligo  per i datori di lavoro di comunicare all’Inail anche gli infortuni brevi, vale a dire gli infortuni subiti dai lavoratori con prognosi superiore a un giorno oltre a quello dell’infortunio. In precedenza l’obbligo era previsto solo per gli infortuni oltre i tre giorni, termine che rappresenta la soglia minima di risarcibilità da parte dell’Inail.

Il termine resta lo stesso: entro 48 ore dalla ricezione del certificato medico. La comunicazione ha valenza esclusivamente statistica. Ai fini assicurativi rimane invece immutata la soglia dei tre giorni, oltre a quello dell’infortunio.

Il lavoratore, in seguito all’infortunio,  deve far certificare dal medico aziendale, dal pronto soccorso o dal proprio medico curante, la diagnosi e i giorni di presunta inabilità. Il medico stesso è poi tenuto a inviare all’Inail il certificato. Successivamente, il lavoratore ha l’obbligo di comunicare tempestivamente al datore di lavoro l’infortunio. In caso di omessa comunicazione e nel caso in cui il lavoratore non abbia nemmeno inoltrato la certificazione (obbligo che deve essere assolto dal medico che certifica la prognosi), quest’ultimo perde il diritto al risarcimento da parte dell’Inail.

La corretta comunicazione dell’infortunio al datore di lavoro da parte del lavoratore deve necessariamente comprendere anche il numero identificativo del certificato medico, la data del rilascio e i giorni di prognosi refertati dal medico.

Una volta ricevuti i dati del certificato, scatta per il datore di lavoro il termine di 48 ore entro le quali deve trasmettere all’Inail i dati richiesti ai fini statistici e ai fini assicurativi.

Se il datore di lavoro non inoltra la comunicazione di infortunio – ferme restando le possibili sanzioni per la sua inadempienza (da 548 a 1978,80 euro per l'assenza di un giorno; da 1096 a 4932 euro per le assenze superiori a tre giorni) – questa può essere effettuata dal lavoratore presso la sede Inail competente.

Realizzazione siti web